La Compagnia Nazionale del Balletto

E' la più antica delle tre compagnie. E' nata dall'antico Balletto Africano della Federazione del Mali (sorta nel 1960) e non ha mai smentito le sue origini. Il suo nome di battesimo, La Linguère, è un nome importante. In Wolof vuol dire "Principessa". Tutto un programma, e una scommessa da mantenere quando si sa che La Linguère si è dedicata, con i suoi ballerini e ballerine a ridare vita alla bellezza e alla libertà dei corpi abbandonati a se stessi e al ritmo, alla dignità senza fronzoli, all'eleganza e alla grandezza morale che prevalevano nei grandi imperi e regni africani. Ambasciatrice della autenticità atemporale dell'Africa, La Linguère ha viaggiato in tutto il mondo: Germania, Austria, Belgio, Canada, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Israele, Italia, Messico, Paesi Bassi, senza scordare l'Africa. Un percorso segnato da numerosi riconoscimenti, dal Gran Premio del Festival di Carthage (1970) fino al Premio del Festival di Monasque (1998), passando per il Premio per il miglior Balletto al Festival della città di Los Angeles (1995). Così dal 1961, La Linguère ha trascorso 150 mesi in tournée, prodotto 6.000 rappresentazioni davanti a più di 8 milioni di spettatori di 60 paesi diversi; percorsi coronati da critiche lusinghiere da parte della stampa internazionale. Ultimo sucesso nel suo palmarès: per la Dodicesima Notte Internazionale per l'Infanzia, che ha luogo tutti i 24 aprile a Rabat (Marocco) per iniziativa della Fondazione Hassan II, tra decine d'altri, Sua Altezza Reale la Principessa Lalla Meryen ha posato il suo sguardo sul Balletto del Senegal. Se si pensa che il nostro Balletto è così succeduto al Balletto dell'Opéra di Parigi, che si era esibito un anno prima nelle medesime circostanze (24 aprile 1998), l'onore era certamente grande. Se La Linguère è il ritmo, i colori, la bellezza, le percussioni, la tradizione ... è anche la forza di un balletto capace di esplorare continuamente delle nuove forme coreografiche e ritmiche conservando l'identità artistica negro-africana, assolutamente inalienabile.

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